06/05/2010
Vetro, riciclo ed ecologia
C’era una volta un villaggio. Gli abitanti erano alcune migliaia. Il paese era circondato da prati e boschi molto belli. Ad un certo punto...
C’era una volta un villaggio. Gli abitanti erano alcune migliaia. Il paese era circondato da prati e boschi molto belli. Ad un certo punto arrivò la plastica e, con la comodità, portò anche tanto inquinamento perché le persone buttavano contenitori vari dappertutto. Che tristezza! Un paesaggio naturale così rovinato! Mentre prima si prendevano l’acqua, il latte e altri liquidi con i contenitori di vetro, che servivano anche per conservare tanti alimentari come le olive e i funghi, ora si usa spesso la plastica. Purtroppo si cominciarono a vedere buttati in giro anche tante bottiglie di vetro e barattoli di ogni forma! Che fare? Qualche persona del villaggio, decise di andare a parlarne con il sindaco. Lui inviò degli addetti specializzati a capire quale fosse la situazione. Gli addetti erano legati da un grande senso di collaborazione. Questa squadra era formata da Linda, Susanna, Vanessa, G.B. e Michele. Fecero una relazione sul paese, registrando tutte le zone inquinate. Dopo aver sentito i Consiglieri dell’Amministrazione Comunale, il sindaco decise di far mettere dei cartelli con il divieto di buttare la spazzatura in giro per il territorio. Luana ne parlò con Alessandro, Sara e Nadia. A scuola avevano trattato dei temi riguardanti l’inquinamento e l’impatto ambientale. Nella loro classe, avevano approfondito lo studio del VETRO: origine, formazione, tipi e utilizzo e avevano anche trattato l’argomento della raccolta differenziata dei rifiuti. Decisero di andare dall’Assessore incaricato per l’ambiente e gli suggerirono di organizzare la raccolta differenziata almeno per vetro, plastica e carta. L’Assessore, positivamente colpito, assicurò il suo impegno e così avvenne. Quando si seppe nel paese di queste iniziative, gli adulti rimasero stupiti e organizzarono una festa per ringraziare i loro ragazzi. Così, con l’aiuto del parroco, invitarono i bambini e i giovani a una grande festa con giochi e merenda per tutti. In quell’occasione, i genitori riferirono al Sindaco anche dei rischi che i loro figli correvano: uno dei bambini si era fatto molto male, per esempio, tagliandosi con del vetro che era stato buttato dove giocava con gli amici. Intanto il sindaco, con un ingegnere, era andato nel centro abitato vicino a vedere se la situazione fosse uguale. Così si accorse che nel Comune confinante non c’era alcun problema, infatti, aveva i contenitori pubblici per la raccolta differenziata. Al suo rientrò convocò i tecnici della squadra. Stanziarono eccezionalmente dei soldi e pianificarono la distribuzione dei cassonetti per la raccolta differenziata, che arrivarono in pochi giorni e gli operai li sistemarono nelle varie zone del territorio comunale. Gli addetti programmarono una serie di operazioni, dando anche degli incarichi ad altri ragazzi. Desirée e Laura andarono dalla Polizia Municipale per segnalare i posti in cui c’era del vetro rotto abbandonato, con altri rifiuti. Il capo rimase sorpreso dalla responsabilità che le ragazze avevano dimostrato di avere. Da subito, il controllo dei Vigili portò buoni risultati: le persone stavano attente a non lasciare spazzatura in giro. Furono multate le persone che trasgredivano quanto scritto nei cartelli sistemati dal Comune: Vietato abbandonare rifiuti. Giulia e Andrea, che erano loro amici, organizzarono un’indagine. I risultati non furono molto positivi. In alcune famiglie non si faceva ancora la raccolta differenziata, anche se era cominciata da una settimana. Lo stesso avveniva anche in certi uffici e negozi. Andrea e Giulia aggiornarono gli altri in una riunione, organizzata apposta: tutti si mostrarono preoccupati. Luciano e Francesca, che erano stati invitati dagli addetti specializzati, proposero azioni concrete e insieme ne parlarono. Alla fine della riunione si decise di avviare una campagna di sensibilizzazione. Furono realizzati dei volantini e dei manifesti. Si convocarono gli abitanti del villaggio e si organizzò per loro una lezione molto chiara su tali questioni. Dopo queste iniziative, la maggior parte delle persone capirono che un cambiamento nelle abitudini era necessario e sarebbe stato conveniente per tutti. Passarono le settimane. Sempre di più i cassonetti per la raccolta differenziata si riempivano: quante bottiglie e quanti barattoli di vetro! Dopo qualche mese la squadra dei tecnici fece una nuova analisi nel villaggio e, con piacere scoprì che le abitudini erano cambiate. Con creatività e impegno, grazie al lavoro della squadra dei tecnici, il problema rifiuti si risolse. Il sindaco era proprio soddisfatto e, con lui, tutti gli abitanti del paese. Capirono come mai nel paese vicino non si lasciavano rifiuti abbandonati: aveva già raggiunto una buona formazione nell’educazione ambientale e nell’importanza di riciclare la materia. Un nuovo stile di vita, più attento, migliorò così l’esistenza degli abitanti del villaggio e ripristinò la pulizia della campagna!
1A - ISTITUTO S.GIROLAMO EMILIANI
RAPALLO (GE)

